lunedì 11 aprile 2011

laboratorio di resistenza permanente - fondazione mirafiore - aprile 2011 - incontro con alessandro baricco


Baricco è decisamente l'insegnante di lettere che avrei sempre desiderato avere.
Non cala dall'alto della sua cattedra verità inconfutabili, ma ti dà strumenti e chiavi di lettura, ti accompagna nel paesaggio della modernità come un cicerone dalla prosa seducente.
Così succede che ti rilassi sulla tua sedia, chiudi gli occhi e entri con lui in un pensiero...
Se i discorsi di Petrini, Farinetti e Don Ciotti sono certamente stati appelli a un cambiamento della società nel suo complesso, quello di Baricco è decisamente più analisi di una situazione in atto che non proposta per il domani.
Esamina "l'imbarbarimento" odierno con curiosità e piacere della scoperta, senza diffidenze né preconcetti. Gran parte delle speculazioni di questa serata riprendono il suo saggio sulla mutazione ("I barbari", che ritengo utile lettura).

Viviamo sul crinale di un cambiamento d'epoca e di pensiero.
Baricco non esprime giudizi di sorta sulla bontà o meno di tale mutamento, sul fatto che esso costituisca progresso o regresso. Quello che conta è che "l'avvento dei barbari" crea movimento in una situazione ormai imbalsamata, mina le basi di un sistema di pensiero ormai giunto al suo capolinea.
Non serve guardare a tutto ciò con incertezza o con nostalgia per il bel tempo andato; secondo lui è un'occasione unica; è il momento in cui a vincere è la fantasia, la creatività, la capacità di rispondere alle sfide della quotidianità in modo inedito, alternativo. Quando la realtà è incerta e critica, certo, vengono a galla tutte le miserie dell'umanità, ma, nello stesso tempo, anche la sua straordinaria forza di reinventarsi.
Quando la ragione diventa solo un ostacolo, un recinto, o quando, in ogni caso, non riesce più a fornirci risposte convincenti, allora fidarsi del proprio intuito, delle proprie risorse creative è la strada migliore per poter costruire un futuro che ci rispecchi e ci appartenga.
Il messaggio che ci lascia a fine serata è: prendiamoci cura del nostro futuro.