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venerdì 15 marzo 2013

comunicare la cultura – 2

nel mettere ordine negli appunti presi a una conferenza sull'arte tenutasi qualche settimana fa presso la sala conferenze della fondazione CRC a cuneo, qualche parola di nuovo sull'importanza della cultura. la cultura non è solamente un attrattore turistico o un elemento della domenica, ma entra a pieno titolo nella nostra vita, modo autentico per coltivare un territorio, per alimentare uno sguardo laterale, poroso, capace di accogliere le diversità e di generare idee e dialoghi all'interno della società, oltre a rivelarsi come valore economico non marginale.

nello scorrere il sunto del discorso della giornalista Caterina Seia, segnalo questo sito www.fondazioneflorens.it: un'importante esperienza, tanto più in questo periodo difficile, per costruire prospettive di futuro.

Il concept della Fondazione è precursore della nuova visione dello sviluppo economico, che considera la cultura e il paesaggio non come centri di spesa improduttiva, ma al contrario come un investimento indispensabile per rilanciare la crescita e sopperire alla scarsa produttività attuale, dove immettere più cultura nell’economia significa accrescerne le potenzialità di crescita.

giovedì 6 dicembre 2012

comunicare la cultura

"bisogna che i monumenti cantino. È necessario che essi generino un vocabolario, creino una relazione, contribuiscano a creare una società civile. La memoria storica, infatti, non è un fondo immobile in grado di comunicare comunque, bisogna sapere come farla riaffiorare, va continuamente rinarrata. Anche perché, se il patrimonio storico, culturale, non entra in relazione con la gente, declinando linguaggi diversi e parlando a tutti, rischia di morire, incapace di trasmettere senso e identità a una comunità".
Paul Valéry

il patrimonio culturale, storico, architettonico, artistico ha un ruolo insostituibile all'interno delle comunità e conseguentemente diventa centrale il ruolo anche della comunicazione di questo patrimonio, un "ponte" che avvicini i beni ai loro fruitori. Il visual design non può essere ancora considerato come un accessorio, un dippiù. la costruzione di sistemi di identità visiva coerenti, messi in atto con una concertazione di intenti da parte di committenti e professionisti del settore, non può che contribuire a far dialogare questi beni con la comunità, a renderli riconoscibili come realtà vitali e propositive sul territorio, a farli "cantare".