qualche giornale dimenticato, della carta velina, un po' di filo rosso...
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lunedì 13 maggio 2013
domenica 16 dicembre 2012
the love song of j. alfred prufrock
il canto di t.s. eliot in una personale interpretazione, essenziale, asciutta.
(carta riciclata, carta velina, cartoncino, filo in cotone, lana)
(carta riciclata, carta velina, cartoncino, filo in cotone, lana)
sabato 12 febbraio 2011
scritture
La scrittura è un insieme di segni convenzionali creati per riprodurre una lingua e se il segno, come dice Eco, è “aliquid che sta pro aliquo”, allora ne seguirà lo statuto fondamentalmente referenziale della scrittura stessa. Al di là di questo gioco di pseudoequivalenze e rinvii tra segni, lingua e realtà, le scritture si manifestano evidentemente come sistemi codificati con una loro fisionomia, un aspetto figurale. “Scritture” nasce proprio dalla volontà di trasferire l’attenzione dalla “lettura del significato”, di cui la scrittura è portavoce, all’immagine di ogni singolo segno; di far rivivere scritture che, per la maggior parte, hanno visto estinguersi la loro utilità sociale con la scomparsa delle civiltà che le avevano ideate, e portare alla luce la loro valenza evocatrice, la loro vitalità estetica. La scelta è caduta soprattuto su scritture arcaiche, quelle che hanno segnato il passaggio dal Neolitico alle età dei metalli, scritture che il tempo ha caricato di un’aura misteriosa, mistica, magica; qui, estraniate dai loro supporti tipici (papiro, pergamena, pietra…) e trasferite su una superficie monocromatica, vivono della sola struttura segnica. Come sotto una lente d’ingrandimento, ogni segno è isolato, portato in primo piano per esaltare la purezza di una forma frutto di una lenta evoluzione, per cercarne l’origine nella geometria di linee e curve o nelle libere evoluzioni della mano. Ogni segno è trattato come oggetto, fatto interagire nello spazio con altri segni, alterandone le dimensioni, ma mantenendone intatta la struttura paradigmatica per porre l’accento anche sul modo con cui supporti e strumenti di scrittura incidano sulla fisionomia dei segni stessi. In questo senso la scrittura costituisce sempre l’impronta di qualcosa di materiale, di “fisico”. Scritture che tornano così a rivivere nello spazio in una varietà combinatoria di relazioni geometriche, dinamiche, ritmiche assolutamente indipendente dal significato originario.




sabato 29 gennaio 2011
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