Non potevo aspettare domattina. Avevo bisogno di scrivere di getto, di tentare l'impresa impossibile di restituirvi, almeno in minima parte, l'emozione autentica che ancora mi porto addosso dopo l'incontro con Don Ciotti a Serralunga.
Sono qui con il mio quaderno degli appunti davanti, ma mi accorgo quanto la mia penna sia stata incapace di tenere dietro alla forza e al ritmo incalzante del suo discorso… a un certo punto ho smesso di scrivere per lasciarmi assorbire completamente dal flusso delle sue parole, parole importanti, parole grandi. Giustizia, libertà, etica, solidarietà, legalità… parole vere in bocca a lui, ricondotte al loro significato originario, pieno, puro, non usate come facili bandiere di propaganda, cosa che ormai troppo spesso accade.
Siamo nell'epoca del pensiero sbrigativo, dell'analisi superficiale, del sapere per sentito dire, e mai come ora abbiamo bisogno, invece, di una conoscenza vera, seria, profonda. La cultura può risvegliare le coscienze, la cultura dà lo stato di salute di una democrazia. Come scriveva Norberto Bobbio, non c'è cultura senza libertà, ma non c'è nemmeno cultura senza spirito di verità.
Scorro le pagine che ho riempito: vorrei aver disposto di un registratore… molte frasi sono a metà perché nel frattempo ritenevo di dover fermare altre frasi altrettanto importanti…
2 ore e un monologo denso, densissimo, che ha toccato le tematiche più diverse, tutte attualissime.
Il bisogno di libertà, dignità e demorcazia nei paesi del Nord Africa; le colpe della comunità internazionale nel caso Libia; il commercio di armi.
L'uguaglianza come fondamento della legalità; la necessità di una nuova etica nel nostro paese; la solidarietà come costruzione di comunità dai legami solidi.
La necessità di "fare bene il bene", non con superficialità o con operazioni eticamente ambigue, ma con cognizione di causa.
I tagli, o peggio, l'azzeramento dei fondi per le politiche della famiglia.
Il mancato accoglimento nel codice penale italiano della convenzione di Strasburgo del 1999 sui reati di corruzione e autoriciclaggio; i danni e i costi della corruzione; la legge sulla giustizia; i referendum di giugno prossimo; il valore dei beni comuni…
2 ore e un discorso di grande respiro, fermo, convinto, sincero; un uomo che sa quel che dice, che mette sul tavolo la verità nuda e cruda dei fatti, senza mezzi termini. Un uomo che esorta a non starci, a rompere il silenzio con coraggio, a fare denuncia seria e documentata.
E ci credi, speri, tra gli applausi. Lui è lì con la sua persona, la sua storia, le sue azioni, a dimostrare che è possibile.
Sento come la maggior parte delle volte le mie paure siano fatte di aria; mi porto in tasca un po' della forza delle sue parole, in testa la consapevolezza che la speranza, come la libertà, è prima di tutto un impegno.