secondo resoconto dal laboratorio di resistenza permanente.
Appuntamento con Oscar Farinetti.
Confesso che sono partita prevenuta nei suoi confronti. La mia antipatia per quest'uomo, che comunque ho sempre considerato geniale, ha radice credo nell'unieuro (radice superficiale, me ne rendo conto…): non mi è mai piaciuto e gli slogan "benvenuti nell'era dell'ottimismo" e l'ancor più irritante "gianniiiiiiiiii! l'ottimismo è il profumo della vita!" mi sono sempre sembrati appelli pubblicitari di plastica, dal sapore disneyano, se non di stampo berlusconiano.
Beh, mi sono dovuta ricredere.
È stata un'esperienza inattesa, positivamente sorprendente.
Un appello (ennesimo, di questi tempi) a scuotersi, ma accompagnato da fiducia e da (concedetemelo, gianni sarà contento…) ottimismo, un ottimismo non finto, fatto di lustrini che mascherano la realtà drammatica, ma basato su verità storiche, economiche, etiche.
Un po' come il meteorologo, in base ai suoi studi e alla sua analisi scientifica del tempo, riesce con ragionevole sicurezza a dirci che dopodomani ci sarà il sole…
Da imprenditore navigato quale è, ci ha esposto un vero e proprio programma di risanamento del "Sistema Italia" stilato con l'aiuto di tutta una serie di esperti nei vari campi. A chi interessa, sarà presto on line su un sito dedicato (www.7mosse.it), nonché presentato ufficialmente al consolato italiano di NY il 2 giugno (guarda caso…) al termine di una traversata dell'atlantico in barca con partenza il 25 aprile (riguarda caso…).
Mai visto un sognatore così dotato di pragmatismo. Molte delle sue proposte (non tutte sono nuove, ovviamente) sono largamente condivisibili e auspicabili, molte sembrano utopistiche, ma il suo modo talmente concreto, determinato e, direi, fascinoso nell'esporle con tanto di grafici convince che saranno necessariamente il corso naturale della storia.
Solo per darvi un'idea del personaggio (magari qualcuno di voi già ne è al corrente): vorrebbe rilevare il teatro Valle di Roma insieme a Baricco per farne un teatro "mondiale", con diffusione degli spettacoli anche in diretta streaming ad un costo da iTunes Store.
Tirando le somme, mi pare che pure nel caos e nel senso di provvisorietà che stiamo vivendo, si stia formando, si sia formata una corrente di pensiero di cui ignoro le dimensioni, ma che ho ragione di credere sia sufficientemente estesa. Le parole di ieri sera vanno, con le debite differenze, nella stessa direzione di quelle di Gino Strada nel suo tour di promozione per la nuova rivista di Emergency, nella stessa direzione di molte altre persone più o meno conosciute e che non sono casi isolati.
È un'aria che, come prima della tempesta, si sta caricando di elettricità. Forse è così che ci si sente prima del temporale, sul crinale di un cambio d'epoca, di coscienza, di pensiero…
Non vi ho esposto nulla di ciò che ha detto Farinetti e infatti non volevo far da cassa di risonanza del Farinetti-Pensiero. Sarà lui stesso a pubblicare la sua idea.
Quello che mi premeva era cercare di passare il senso di determinazione positiva, di fiducia che ho ricevuto ieri sera. Un appello a partecipare, a non lasciare che le cose ci accadano sulla testa.
E, mannaggia, non immaginavo di finire col dirlo, un messaggio di ottimismo costruttivo, dopo mesi di rabbia.